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Sulla costa, in prossimità dell’area archeologica di Porto Clementino, si trovano i resti dell’emporio greco-etrusco di Gravisca. Sono visibili i resti di un importante luogo di culti, situato ai margini della colonia romana, dedotta nel 181 a.C., sui resti di un precedente insediamento etrusco, come colonia civium Romanorum con assegnazione di 5 iugeri per colono. Fu rinforzata forse in età augustea, ascritta alla tribù Stellatina, la stessa di Tarquinia, cui rimase sempre in qualche modo legata.
Dal 1969 al 1979 vi sono stati condotti scavi archeologici che hanno messo in luce ampi tratti della colonia romana e soprattutto i resti di un insediamento etrusco, vissuto tra la fine del 7° secolo a. C. e gli inzi del 3° secolo a. c. (forse fino al 281 a. C., probabile data della conquista romana del territorio, dove poi fu dedotta la colonia marittima).
Della colonia sono stati riconosciuti resti di tre decumani delimitanti insulae di 1/2 actus di larghezza, ambienti termali, depositi ed alcune abitazioni, una delle quali di particolare ricchezza e di epoca tardo-antica, donde proviene un tesoretto di 174 solidi aueri della seconda metà del 4° secolo d.C., probabile testimonianza del passaggio dei Goti di Alarico.
La colonia, di cui si è forse riconusciuto anche un lungo tratto delle mura in opera incerta con restauri in opera reticolata, sorse solo su una parte del precedente insediamento etrusco, corrispondendo forse alla zona centrale di questo; larga parte dell’abitato preromanao giace dunque all’esterno del perimetro della colonia stessa.
In quest’area, circa 100 metri a sud dei resti della colonia, sono state scavate rovine di un importante santuario sorto in funzione di dell’emporion arcaico e del porto, forse situato proprio a ridosso del santuario medesimo, nell’area delle saline.

Il santuario è frequentato dal 600 a. C. al sec. III a.C. ed è articolato con vari edifici di culto dedicati a divinità greche ed etrusche.

Da esso provengono numerose iscrizioni greche ed etrusche (una anche latina, dell’inizio del 3° secolo d.C.), che gettano nuova luce sul commercio arcaico tra Greci ed Etruschi e sulla formazione della società locale attorno al santuario.