civita

La città etrusca di Tarquinia (in etrusco Tarchna) era situata a circa dieci chilometri dalla costa, dove era ubicata Gravisca, il porto principale, importante emporio del Mediterraneo. L’abitato che occupava, in estensione, circa 140 ettari, era situato su un colle, denominato Pian di Civita, dominante la valle del fiume Marta, emissario del lago di Bolsena e navigabile dal mare fino alla città. Pian di Civita è separato dalla costa dal lungo e parallelo colle dei Monterozzi, sede delle necropoli storiche, sul cui sperone occidentale si insedia la città medievale di Corneto, l’odierna Tarquinia. La felice posizione geografica contribuì alla sua affermazione, in quanto l’abitato etrusco aveva agevoli contatti anche con il retroterra attraverso la vallata del fiume Marta. Il suo territorio si trovava in posizione strategica tra le aree di influenza di altre due potenti città – stato etrusche: Cerveteri a sud e Vulci a nord. Sul pianoro di Pian di CIvita si può ammirare il basamento del tempio denominato “Ara della Regina” risalente al IV sec. a.C. della cui decorazione fittile facevano parte i Cavalli Alati, oggi esposti al Museo Archeologico Nazionale Tarquiniense. La città fu dotata, alla fine del V sec a.C., di un’imponente cinta muraria in blocchi regolari di calcare e di tufo, lunga circa 8 km, che delimitava l’area urbana; delle numerose porte urbiche solo una è integralmente visibile, la cosiddetta “Porta Romanelli”, ubicata al centro del lato Nord della cinta muraria. E’ ipotizzabile che fosse coperta da un arco a due fornici e dotata di un ambulacro interno di forma quadrangolare.