27 Lug Pink Floyd – dal buio alla luce

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Nasce dall’amore e dalla passione sconfinata per i Pink Floyd di un gruppo eterogeneo di 14 artisti, di età che varia dai 20 ai 57 anni – alcuni giovani studenti di conservatorio, altri già diplomati, alcuni insegnanti, altri impegnati nei più disparati mestieri – che nonostante le mille difficoltà di rinunciare agli impegni personali di ciascuno sono riusciti a mettersi insieme, pensare e studiare uno spettacolo così ambizioso, dedicando 12 mesi allo sviluppo dello stesso, impiegando le proprie risorse, il proprio tempo libero, il proprio denaro, per mettere in scena questo progetto teatrale/musicale. Di giorno ciascuno a fare il proprio lavoro, di notte un gruppo compatto e affiatato che scomponeva i Pink Floyd in mille dettagli per poi ricomporli facendoli propri in ogni loro sfumatura. Con l’amore e il rispetto che si deve per qualcosa che è già nel mito, e pertanto quasi “intoccabile”.

Si tratta di uno spettacolo peculiare che vede fondere insieme una pièce teatrale e un concerto di musica, entrambi eseguiti dal vivo sullo stesso palco: non un musical, non un recital, non un semplice concerto, né soltanto uno spettacolo teatrale. Una ricerca e uno studio durati un anno intero in cui sono state ricreate fino ai singoli dettagli le articolate architetture di suoni ed effetti che hanno caratterizzato la musica dei Pink Floyd, tra l’acquisto di attrezzatura analoga, studio dei setup, delle concatenazioni di effetti, fino alla regolazione dei millisecondi di ciascun delay delle chitarre. Sudore, fatica, tempo, ma una passione sconfinata per i Pink Floyd che giustifica ogni sacrificio. Nello specifico è stato utilizzato come riferimento strutturale e sonoro il loro ultimo concerto ufficiale, quello tecnicamente più elaborato, il live P.U.L.S.E. del 1994.

Parallelamente, durante lunghe nottate di incontri e confronti, i testi delle canzoni più belle sono stati analizzati, tradotti, contestualizzati,  avvicinati alle vicende personali che hanno caratterizzato la follia di Syd Barrett, la polemica infuocata e tormentata di Roger Waters, l’aplomb del tutto inglese di David Gilmour, e trasposti in una storia originale che racchiude, sintetizza e racconta tutto questo.

Il risultato finale è un richiamo in chiave moderna a quanto storicamente creato nel 1800 col nome di Musikdrama, in italiano “dramma musicale”, termine tedesco usato per indicare l’unità di prosa e musica. Coniato da Theodor Mundt nel 1833 e adottato dal compositore Richard Wagner per definire le proprie opere nelle quali musica, canto, poesia, recitazione e psicologia si fondono secondo la logica del “gesamtkunstwerk” (opera d’arte totale). Da un lato viene presentata quindi una storia originale che mette in scena 3 attori, con una sceneggiatura pensata e scritta per l’occasione.

Una storia  in cui un giovane ragazzo, come un novello Syd Barrett, è  perso nella sua follia ed ha abbandonato la Ragione, personificata nella figura di un’attrice, e gioca la sua partita a scacchi più importante: quella tra l’individualismo e l’altruismo, tra la morte e la vita, tra la follia e la ragione, appunto. Dal buio di una folle e disperata disillusione fino alla luce della speranza verso il futuro, con continui inserti recitati dagli attori che vanno ad anticipare i temi affrontati dalle canzoni che seguiranno. Accanto, a fare da colonna sonora e da “fil rouge”, 11 artisti tra musicisti e cantanti che eseguono dal vivo una selezione di 14 dei brani più famosi dei PINK FLOYD, i cui testi sono la chiave della rappresentazione teatrale stessa. A suonare alcune delle pietre miliari della musica moderna saranno presenti 2 chitarre, basso, batteria, tastiere, sax, 5 cantanti. Un grande palco di 80 metri quadrati, in cui gli attori reciteranno a volte sovrapponendosi alla musica, e dove i musicisti suoneranno a volte sovrapponendosi al teatro, in un unicum forse mai presentato prima in questa veste espressiva dalle importanti radici storiche ottocentesche.

La Direzione Artistica e Musicale è di Giuseppe Calandrini, che ha curato anche la sceneggiatura della parte teatrale dello spettacolo. Calandrini ha un background musicale di 5 album con la band internazionale degli Inter-Connection, sotto contratto con la storica etichetta indipendente americana “A Different Drum”, con ottime recensioni all’estero e un piccolo ma importante riscontro anche in Italia: il noto critico Mario Luzzatto Fegiz ha dedicato proprio agli Inter-Connection un articolo di apprezzamento sul settimanale “Sette” del Corriere della Sera il 19 aprile 2012, nella sua rubrica “Effetto Note”. La regia della parte teatrale è curata da Alessandro Pascucci, un attore e insegnante professionista diplomato presso la scuola di recitazione di Pino Quartullo, con cui tutt’ora a volte collabora, diplomato doppiatore con Roberto Chevalier e diplomato alla Scuola del Musical di Roma.

La prima dello spettacolo dedicato ai Pink Floyd sarà il 10 Agosto, alle 21:30 – ingresso libero – di fronte al sagrato della Chiesa di Santa Maria in Castello, nel centro storico-medioevale di Tarquinia, con il patrocinio del Comune stesso, Assessorato alla Cultura e Spettacolo.  Per suggellare tanta passione gli artisti coinvolti nello spettacolo non chiederanno alcun compenso, già paghi di portare in scena il frutto di 12 mesi di dedizione ai Pink Floyd, ormai entrati nel sangue e nel cuore di tutti in modo definitivo. Lo spettacolo verrà successivamente portato in tournée nei teatri italiani.

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